It’s over. L’Online Marketing Summit 2010 è finito, un’ ora fa. Fra due settimane ci saranno le presentazioni, i video, fra qualche mese cominceranno gli eventi regionali, ma l’OMS 2010 è finito. L’impressione è quella di essere andato su un altro pianeta. Pieno di cose. In questo momento sono pieno di cose. Di conoscenza, tools, procedure, best practices, errori mortali, anche. Pieno di persone, di mail da scrivere, di cose da comunicare, ritradurre, e progettare. È per questo allora che cerco di capire quale sia il vuoto in questo pieno. Ciò in cui ancora c’è spazio. Room, come dicono qui. Mettiamola così: oggi tutti abbiamo bisogno del web, e tutti abbiamo bisogno del marketing. Si tratti di avvocati, negozi, case editrici, produttori di materie prime, università, musei, quant’altro, tutti abbiamo bisogno del web, tutti abbiamo bisogno del marketing. Si sono chiusi ora i quattro giorni più avanzati sul pianeta in fatto di web marketing (sarei felice di essere smentito nei commenti; ma da MarketingSherpa a Wired, dal New Media Staff di Obama a Genius a Randall Fishkin, mancavano forse Steve Jobs e Jeff Bezos, ma sarebbe un’altra storia). I mean, questo è il posto dove si imparano le cose vere in materia. Ebbene, questo posto parlava soltanto una lingua, ospitava solo quattro europei e una australiana fra il pubblico, e l’un sudamericano e i due asiatici fra gli oratori vivevano da tempo in America. Cosa significa? Cosa significa che il chairman dell’international SEO session, che ha tutta la mia stima e il mio rispetto, alla mia domanda su quale sia il sito con la migliore edizione internazionale, mi abbia risposto: coca cola? Che legame intercorre fra internazionalità e differenza (sull’argomento vedi www.twitter.com/mindthed)? Qui la differenza non importa molto, qui importa il successo. Ho fatto una domanda a un panel di cosa ne pensassero di Delicious (in estrema sintesi, Delicious è il motore di ricerca basato non sugli algoritmi ma sulle communities, non sull’unificazione ma sulla differenza), e la risposta concorde è stata: Delicious è un fallimento. ‘perché è stato superato da StumbleUpon’, ‘perché una volta che ne hai seguito uno ne puoi seguire 160’, ‘perché ci sono molte cose migliori che puoi fare in termini di SEM’, le ragioni erano più di una, ma Delicius era, è, palesemente un fallimento. Io penso che Delicious, o l’erede di Delicious, fra cinque anni sarà un successo, ma me lo sono tenuto per me. Ho pensato che non dovrei più pensarlo, ma lo penso comunque. Mettiamola anche così: c’era un ragazzo d’oro, di nome Dan, che è stato il capo delle analytics nella campagna presidenziale di Obama. Ci ha raccontato come è andata. Era un un executive, per quanto poco più che ventenne, di Google. Obama fece il suo famoso discorso a Google. Di cui, quasi commosso, ci ha fatto vedere degli spezzoni. In quel momento lui decise di lasciare google e seguire Obama, e così fece. In modo a dir poco decisivo. Ci ha fatto vedere il video del discorso a Google di Obama (“I believe in reason”); ci ha fatto vedere quello che ha fatto durante la campagna e i risultati impressionanti dei suoi testing e delle sue scelte. Finito questo ha fondato uno startup, optimizely.com, che contiene un semplice, agile, esatto, a tratti strabiliante, per ora gratuito, tool per testare in vivo differenti versioni delle proprie landing pages. Ora, avrei quindi una domanda conclusiva, ma risulta retorica, e quindi lascio così questi miei primi pensieri.

